Tanti auguri amore nostro…

  
Oggi compi 6 mesi… Mezzo anno di vita…

6 mesi di coccole e bacetti dati sulle tue guanciotte tonde.

6 mesi di sorrisi sdentati (a onor di cronaca, ora non più tanto sdentati: le due zappine bianche iniziano a vedersi proprio bene!).

6 mesi di amore, incondizionato, di quegli amori che ti lasciano senza fiato.

Per il tuo mezzo anno di vita festeggiamo con una mezza torta! 

Auguri piccolo nostro, ti auguriamo di essere sempre così sorridente e felice! Ti amiamo tantissimo,

Mamma e Papà.

Ciuccio, croce e delizia del palato.

ciuccio

Il piccolo G all’inizio proprio non ne voleva sapere di prendere il ciuccio. Io, ligia alle regole dateci in ospedale, neanche me la sentivo di insistere più di tanto. Finchè Mr.R ha deciso che era proprio ora per nostro figlio di usare la tettarella di caucciù invece di quella umana a qualsiasi ora del giorno e della notte. E la decisione di mio marito si è poi rivelata quella più giusta per noi, anche in vista delle varie visite specialistiche che avremmo dovuto fare. Il ciuccio è di vitale importanza quando devi tenere fermo un bimbo di un paio di mesi appena per un’accurata ecografia renale!

Nei mesi ne abbiamo provati di ciucci… Abbiamo iniziato col classico Gommotto Chicco in caucciù regalatomi con un kit omaggio per neomamme. L’esperienza Gommotto è miseramente fallita: G ha sputato il ciuccio dopo tre secondi netti con una espressione alquanto schifata. Siamo così passati al Mam Start a goccia, sempre in caucciù. La reazione è stata leggermente positiva, il ciuccio restava in bocca per qualche minuto, ma ancora non era scoppiata la scintilla.

Finchè un giorno trovo come omaggio in una rivista dedicata a mamme e bambini un ciuccio in silicone, a goccia, della Avent. Lo sterilizziamo, scettici, e lo proponiamo al piccolo G ed ecco che qualcosa di magico accade: il ciuccio resta finalmente in bocca per un tempo più lungo di cinque minuti! Ci siamo: abbiamo trovato le caratteristiche che ci servivano: silicone e a goccia!

Un giorno in un supermercato trovo dei ciucci davvero carini di una marca italiana chiamata Lulabi, sono della Disney e me ne innamoro. Il costo è davvero esiguo se confrontato a quello delle grandi marche di ciucci e tanto mi basta per acquistarne una confezione. E scatta l’amore, quello vero! Il ciuccio è amico, compagno fedele nei momenti del bisogno, valido supporto nel momento di addormentarsi (poi quando dorme lo lascia immediatamente, per fortuna aggiungo io).

Ora, da mamma alle prime armi non avevo considerato il fatto del palato e della dentizione. Una mia amica dentista mi ha detto che sarebbe meglio utilizzare solo ciucci che hanno espressamente ottenuto l’ok dall’associazione degli ortodontisti, e di stare alla larga da quelli che non riportano sulle confezioni la conformità a questi parametri. Ebbene i nostri ciucci non riportano nessuna dicitura. Ed ora qui viene il problema. Abbiamo provato a tornare ai succhietti Avent, ma non funzionano più per tranquillizzare il nostro ometto…

Ho cercato tra i vari ciucci  Chicco e Mam, ma nulla da fare, nessuno ha una tettarella simile a quella del nostro amato ciuccio.

A.A.A. ciuccio con tettarella a goccia, in silicone, certificato dall’associazione degli ortodontisti cercasi.

A volte ritornano…

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…E infatti eccomi qui, stanca a volte stanchissima, ma tanto innamorata dei miei due ragazzi (il piccolo e il grande).

Nel tempo trascorso in silenzio ci siamo fatti ben due infezioni, una cistografia+cum, una gita a Roma da un noto chirurgo del Bambin Gesù, il Santo Battesimo…

Il piccolo G ha imparato a stare seduto dritto dritto e la cosa pare proprio divertirlo.

Ha anche due dentini che gli danno un aria ancora più simpatica del solito. E poi lui li mette ben in mostra ridendo a tutto e tutti.

Da tre settimane abbiamo intrapreso il percorso dello svezzamento, un successo dal momento che il piccolino si è rivelato una buona forchetta e manda giù pranzo, cena e merenda alla velocità della luce! per ora abbiamo intrapreso uno svezzamento tradizionale guidati dal consiglio della nostra pediatra, ma mi sto anche documentando sull’autosvezzamento perché il piccoletto sembra alquanto interessato dalla tavola e da quanto vi sta sopra.

La notte nell’ultimo periodo non abbiamo più dormito bene come eravamo soliti fare nei primi mesi. G fa fatica ad addormentarsi e si sveglia tra le 4 e le 5 quasi ogni giorno. A volte riesco a rubare un altra ora di sonno portandolo nel lettone con noi, ma non sempre funziona e allora dobbiamo alzarci e iniziare la giornata (la cosa positiva è che ho tempo per fare tutto!). Speriamo che sia una fase passeggera, io dopo un mese di frequenti risvegli notturni mi sento già a pezzi e se penso che a Gennaio ricomincerò anche a lavorare mi si fa il mondo nero…

La vita da mamma è piena, impegnativa, stancante, ma basta un sorriso mezzo sdentato ed un abbraccio con quelle manine tutte pastricciate che passa tutto e resta solo la gioia immensa di essere mamma.

La prima febbre…non si scorda mai!

  

Eccoci alla prima infezione delle vie urinarie. Ce l’aspettavamo?! In realtà non tanto… 

Mr R. ed io ci diciamo sempre che il nostro ometto sta bene, ed effettivamente è vispo, allegro, davvero il ritratto della salute.
Ma stavolta ci sbagliavamo e l’infezione c’era proprio. Febbre alta, tachipirina (che vorrei sapere come mai la fanno tanto amara per i bimbi così piccoli!), antibiotico:ecco i nostri ultimi tre giorni! 

Il nostro ometto G. sta reagendo bene e la febbre è decisamente scesa. Lui è tornato quasi al 100% e gioca e ride felice! 

Tra due settimane abbiamo la cistografia+cum da affrontare, ma il piccolo G. è un tipo tosto e l’affronterà bene. 

Sono io che non posso fare a meno di preoccuparmi… Ma questa è una prerogativa delle mamme: sono programmate per preoccuparsi!

Intanto pensiamo alle cose belle: il 4 Ottobre il nostro ometto riceverà il Santo Battesimo. Stiamo già preparando le bomboniere: sarà una giornata di grande festa! 

La gioia, quella vera…



… Non la provi fino a quando non stringi tra le braccia tuo figlio.

È un dato di fatto.

Si puó essere felici, assolutamente soddisfatti della propria vita, della carriera, della propria cerchia di amici, non lo nego.

Ci si puó sentire estremamente soddisfatti di quanto raggiunto ad un certo punto della propria esistenza, ma  nulla di ció che ho provato fino ad ora nei miei trentatrè anni di vita puó essere anche solo lontanamente paragonabile a quanto provo ora, stringendo il mio Ometto di 50 giorni tra le braccia.

Basta un suo sorriso la mattina appena svegli a spazzare via con un solo colpo tutta la stanchezza, i dubbi, il timore per il domani.

Lui è il nostro Presente e il nostro Domani.

Lui è la nostra gioia, quella vera, con la G maiuscola.

E noi siamo fortunati ad essere genitori.

E ancora più fortunati ad essere la mamma e il papà del nostro Ometto.

Waiting for Little Man.

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Patience is a virtue. A useful one when you step into the 39th week of pregnancy and can’t really wait to meet your son for the first time!

I am not virtuous, that’s pretty clear, because I have surrendered to boredom and impatience.

Days go by the same: I read, clean up the house, read again, sew a little, scribble down a few pages of a letter, maybe go for a walk (everyone says walking helps with the labor) if it’s not too hot outside.

I’ve still got a week to go, before I pass my due date. I can’t complain too much, not yet.

But I am so excited at the thought to hug our son, I want to hold him and start with our new life in our family of three!

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La pazienza è una virtù. Una virtù che risulta anche utile quando si è ormai alla 39sima settimana di gestazione e non si vede l’ora di incontrare il proprio figlio per la prima volta!

Io non ho questa virtù, ormai è chiaro, perchè mi sono arresa alla noia e all’impazienza.

I giorni passano tutti uguali: leggo, pulisco casa, leggo ancora, cucio un po’, scribacchio alcune pagine di una lettera ad un’amica, a volte vado a fare una passeggiata (dicono tutti che passeggiare aiuti con il travaglio) sempre che non sia troppo caldo fuori.

Ho ancora una intera settimana davanti prima di arrivare alla mia D.P.P. Non posso lamentarmi troppo, non ancora.

Ma sono così emozionata all’idea di abbracciare nostro figlio, di stringerlo e di iniziare finalmente la nostra vita insieme, in tre!